Di fronte agli infiniti bisogni della collettività,
chi ama non scappa: dà una mano e si offre.

Igino Giordani

Il Comitato Direttivo

Don Stefano Savoia

Marco Cassinotti

Luca Uberti Foppa

Ermanna Bellandi

Gianmario Crespiatico

Presidente comitato scientifico

Alberto Lo Presti

Politologo, direttore del Centro Studi Igino Giordani e della rivista trimestrale di cultura Nuova Umanità.

Insegna Etica politica e Teoria politica all'Istituto Universitario Sophia di Loppiano, e Dottrina sociale della Chiesa al Mater Ecclesiae dell'Angelicum di Roma.

E' autore di numerose pubblicazioni sulla storia del pensiero politico, sull'etica sociale e sul pensiero sociale della chiesa.



La Scuola

Obiettivo della scuola è la formazione di una classe dirigente del territorio che, in uno spirito di comunità e condivisione degli impegni, possa servire il bene comune dell'intera società.

Il vescovo Oscar è stato colui che, umilmente ma caparbiamente, ha voluto l'esistenza di questa scuola.

L'impegno sociale e la politica hanno urgente bisogno di preparazione. La politica è realmente quella "forma alta ed esigente di carità", come la definì il beato Paolo VI. Per questo, la scuola "Lodovico Benvenuti" vuole essere per il territorio un'infrastruttura culturale, specializzata in un'alta formazione sociale e politica che si basa sui valori della dottrina sociale della Chiesa.

La scuola è aperta, nel dialogo e nella collaborazione, a tutti ai quali, credenti e non, sta a cuore il bene dell'uomo. Il bene comune non è la somma dei desideri individuali ma lo si raggiunge solamente con una condivisione delle responsabilità. E tutti noi, coscienti o no, abbiamo una responsabilità sociale e politica.

La scelta di intitolare la scuola ad un grande testimone della vita politica, il cremasco on. Lodovico Benvenuti, vuole essere stimolo per i giovani a lasciarsi toccare e pro-vocare dalla chiamata ad un impegno sociale e politico. L'on. Benvenuti è stato un uomo capace di scelte coraggiose, che ha fatto della politica la sua passione, vissuta nel segno della carità e del servizio. Un padre costituente e un padre dell'Europa unita.

Nostro compito ripartire da questi valori, farli nostri, coltivarli nuovamente.



"affermiamo dunque i diritti dell'uomo, riconosciamoli, muniamoli di una tutela sempre più intensa ed efficace. Proclamiamo, coi nostri testi costituzionali e soprattutto coll'esempio, dinanzi al mondo i principi del vivere libero. Con questo non soltanto avrà la nostra giovane Repubblica restituita la persona umana al posto che le compete, cioè al più alto gradino nella scala dei valori, ma avrà reso un nobilissimo servigio alla causa sacra dell'umana libertà"

on. Lodovico Benvenuti

PROGRAMMA 2015-2016 :

13/11/2015

Laboratorio

27/11/2015

Le virtù della partecipazione politica.
Relatore: prof.ssa Daniela Ropelato

11/12/2015

Politica e apparati simbolici.
Relatore: prof. Girolamo Rossi

22/01/2016

L'impegno giovanile negli anni di piombo.
Relatore: avv. Antonella Crippa

05/02/2016

La figura di lodovico Benvenuti.
Relatore: prof. Giovanni Paolo Cantoni

26/02/2016

Stato e società civile.
Relatore: prof. Bruno di Giacomo Russo

11/03/2016

Media e comunicazione.
Relatore: dott. Raffaele Cardarelli

18/03/2016

Pluralismo etico e religioso.
Relatore: prof Marco Cassinotti

08/04/2016

Bioetica e dintorni.
Relatore: prof. Alberto Lo Presti

15/04/2016

Conclusione con il Vescovo Oscar

Lodovico Benvenuti: vita di un politico cremasco

Lodovico Benvenuti nacque il 10 aprile del 1899 a Verona: discendente da una famiglia nobile di Crema, trascorse l’infanzia con la madre Maria Martinez a Casorate Sempione, presso la casa dei nonni materni, a causa della morte prematura del padre Ferrante. Trasferitosi a Milano da adolescente, ricevette una formazione classica presso l’Istituto barnabita Zaccaria. ‘Ragazzo del ’99’ durante il primo conflitto mondiale, nel settembre del 1917 venne arruolato nel 2° reggimento d’artiglieria e inviato, come sottotenente, al fronte italo-austriaco. Al termine della Grande Guerra, Benvenuti si iscrisse alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Torino, dove, nel 1923, si laureò con una tesi in Diritto Costituzionale. Da studente universitario Benvenuti ebbe l’occasione di conoscere e apprezzare il pensiero giusnaturalista di Francesco Ruffini, e di frequentare il Circolo torinese della FUCI Cesare Balbo, un’esperienza che lo condusse ad aderire al Partito Popolare Italiano.

L’avvento della dittatura fascista costrinse Benvenuti a rinunciare alla carriera forense, pur di non prestare giuramento al regime: riuscì comunque a svolgere l’attività di avvocato presso lo studio legale De Vecchi a Milano, dove rimase in contatto con gli ex-popolari Edoardo Clerici e Stefano Jacini. Ai periodi di permanenza in Italia Benvenuti alternò lunghi soggiorni all’estero, in particolare in Germania e in Francia, che gli offrirono l’occasione di conoscere alcuni tra i principali sostenitori dell’ideale europeista, come Richard Coudenhove-Kalergi, fondatore del movimento Pan-Europa. Nell’ottobre del 1937, Benvenuti sposò Chiara Maria Arborio di Gattinara, figlia del podestà di Albano Vercellese e Viverone: dal matrimonio tra Lodovico e Chiara Maria nacquero sette figli. Allo scoppio del secondo conflitto mondiale, Benvenuti decise di trasferirsi con la propria famiglia nella residenza di campagna a Ombriano, nei pressi di Crema: avendo mantenuto i contatti con gli ambienti ex-popolari milanesi, assunse il ruolo di tramite politico tra le formazioni antifasciste di Milano e quelle del territorio cremasco. Nell’estate del 1944 aderì alle Fiamme Verdi, un raggruppamento partigiano di tendenza cattolica, e scrisse numerosi articoli antifascisti, pubblicati sul giornale “Il Ribelle”.

Divenuto il principale rappresentante della Democrazia Cristiana a Crema, istituì, con il socialista Mario Perolini e il comunista Giovanni Valcarenghi, la sezione locale del CLN che coordinò sul territorio l’insurrezione del 25 aprile. All’indomani della Liberazione, Benvenuti venne eletto all’Assemblea Costituente eletta il 2 giugno 1946: il contributo da lui offerto alla stesura della Costituzione venne caratterizzato da un’impronta giusnaturalista, in favore del riconoscimento e della tutela costituzionale delle libertà fondamentali della persona. Nello stesso periodo il democristiano cremasco si avvicinò alla scuola liberista, fino a sostenere la politica economica di ricostruzione intrapresa da Luigi Einaudi e Giuseppe Pella: lo stesso Benvenuti partecipò direttamente alla buona riuscita di tale politica, assumendo il ruolo di Sottosegretario al Ministero del Commercio con l’Estero diretto da Ugo La Malfa dal 1951 al 1953.

Alla fine degli anni ‘40 Benvenuti aderì al federalismo europeo, partecipando attivamente alle iniziative promosse da diversi movimenti e gruppi europeisti. Come membro del Comitato parlamentare italiano per l’Unione Europea fondato da Enzo Giacchero, prese parte, nel settembre 1947, ai lavori di creazione dell’Unione Parlamentare Europea, l’associazione internazionale ideata da Coudenhove-Kalergi, allo scopo di sollecitare i parlamenti dei singoli Stati europei alla convocazione di una Assemblea costituente continentale. Nel 1948 il democristiano cremasco si iscrisse al Movimento Federalista Europeo, conoscendo di persona il suo fondatore Altiero Spinelli e approfondendo così le tesi del federalismo costituzionalista. Divenuto, con l’avvio dei governi centristi, consigliere e collaboratore di Alcide De Gasperi per la politica estera italiana in ambito europeo, Benvenuti ebbe l’opportunità di partecipare all’istituzione e alle attività iniziali dei primi organismi d’integrazione continentale: nel 1949 assunse l’incarico di rappresentare l’Italia a Strasburgo, presso l’Assemblea consultiva del Consiglio d’Europa a cui partecipavano i governi di Belgio, Danimarca, Francia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Olanda, Norvegia, Svezia e Regno Unito.

Dopo aver contribuito alla stesura della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, Benvenuti affiancò Spinelli nel tentativo di con- Insula Fulcheria 241 vertire il Consiglio di Strasburgo in Assemblea costituente europea. Fallendo nei suoi propositi, preferì concentrare l’impegno per la causa federalista negli organismi comunitari della ‘piccola’ Europa, allora in fase di edificazione per volontà dei governi di Francia, Germania federale, Italia, Belgio, Olanda e Lussemburgo: seguì perciò con interesse la creazione della Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio (CECA) e della Comunità Europea di Difesa (CED). Nel settembre del 1952 il democristiano cremasco, nominato membro dell’Assemblea parlamentare della CECA, entrò automaticamente a far parte dell’Assemblea ad hoc, organo istituito con il compito di stendere un progetto di Comunità Politica Europea (CPE), come previsto dal Trattato CED: ciò gli permise di collaborare assiduamente alla realizzazione di tale progetto, come delegato italiano nella Commissione Costituzionale, rappresentando l’Italia in qualità di Sottosegretario al Ministero degli Affari Esteri, ruolo che mantenne dal luglio del 1953 al giugno del 1955, durante i governi Pella e Scelba. I negoziati sulla CPE, tuttavia, si interruppero nell’agosto del 1954, a causa della bocciatura della CED espressa dall’Assemblea francese, che impedì l’entrata in vigore del trattato comunitario.

Il fallimento della Comunità di Difesa spinse Spinelli a promuovere, tramite il Congresso del Popolo Europeo, nuove iniziative europeiste al di fuori delle istituzioni degli Stati nazionali e in polemica con esse: una svolta strategica non condivisa da Benvenuti, che preferì continuare a lavorare per la realizzazione dei piani d’unità continentale elaborati dai governi dei singoli Paesi. Con la caduta dell’esecutivo di Mario Scelba, avvenuta nel giugno 1955, il democristiano cremasco dovette rinunciare al Sottosegretariato al Ministero degli Affari Esteri, rimanendo comunque uno stretto collaboratore del Ministro Gaetano Martino, che gli conferì l’incarico di assumere la guida della delegazione italiana impegnata nei negoziati per l’edificazione della Comunità Europea dell’Energia Atomica (Euratom) e della Comunità Economica Europea (CEE). Nell’aprile del 1957, all’indomani della firma dei Trattati di Roma,che sancirono la creazione di Euratome CEE, Benvenuti venne nominato Segretario Generale del Consiglio d’Europa, carica che mantenne fino al 1964. Dimessosi da tale ruolo per motivi di salute, tornò in Italia rinunciando definitivamente all’azione politica: si limitò ad assumere la direzione dell’Istituto Studi Europei Alcide De Gasperi, organizzandone le attività culturali fino alla sua morte, avvenuta il 27 maggio 1966 a Casorate Sempione.

Testo di Giovanni Paolo Cantoni



LA NOSTRA SCUOLA:

Numero Iscritti

30

Aperta ai giovani dai

17-35 ANNI

Quota iscrizione Annuale

20€

Possibilità di seguire le singole lezioni come uditori a qualsiasi età.


5 Novembre 2016 - Lezione Inaugurale
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STUDENTI

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Prof. MARCO CASSINOTTI

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Prof. GIOVANNI PAOLO CANTONI

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prof.ssa Daniela Ropelato

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RASSEGNA STAMPA

contatti

NOTE INFORMATIVE:


Il corso è biennale

Le lezioni si terranno presso l'Università di Crema ogni quindici giorni, di venerdì, dalle ore 18.00 alle 20.00

Per ogni anno sono programmati 10 incontri: ogni appuntamento prevede la lezione di un docente universitario

La prima ora sarà dedicata ad uno specifico argomento, la seconda ora sarà utilizzata per dialogare con il docente

Il costo annuale del corso è di 20 euro


Per Informazioni

info@scuolasociopolitica.it


Promosso da Diocesi di Crema e
Servizio per la Pastorale Giovanile e degli Oratori

In collaborazione con:

Azione Cattolica
Centro Culturale Diocesano "G. Lucchi"
Commissione Diocesana Socio-politica
Fondazione C. Manziana
Movimento Cristiano Lavoratori
Movimento Politico per l'Unità
Movimento dei Focolari


Con il Patrocinio del Comune di Crema


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